{"id":8139,"date":"2013-08-06T16:03:53","date_gmt":"2013-08-06T14:03:53","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.sendblaster.com\/?p=8139"},"modified":"2024-07-09T14:50:34","modified_gmt":"2024-07-09T12:50:34","slug":"nuovi-gmail-tab-in-calo-tassi-apertura-newsletter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.sendblaster.com\/it\/2013\/08\/06\/nuovi-gmail-tab-in-calo-tassi-apertura-newsletter\/","title":{"rendered":"Nuovi Gmail tab: in calo i tassi di apertura per newsletter &#8211; un&#8217;analisi"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; tuttora in corso un interessante dibattito sui recenti cambiamenti che Google ha apportato all&#8217;intefaccia di Gmail.<\/p>\n<p>Come forse sapete, la <strong>nuova inbox di Gmail<\/strong> si presenta con un nuovo layout, sia nella versione desktop che mobile. I messaggi in arrivo sono automaticamente \u201csmistati \u201c all&#8217;interno di alcune schede, a seconda del contenuto e dei mittenti. Oltra alla tab dedicata alle notifiche dei social network \u00e8 apparsa la scheda \u201c<strong>Promozioni<\/strong>\u201d, progettata per contenere i messaggi di marketing, comprese le newsletter, email promozionali (DEM) ed offerte speciali, tutte comunicazioni tipicamente inviate tramite azioni di <strong>email marketing<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;aggiornamento, annunciato lo scorso maggio nel blog ufficiale di Google, e poi rilasciato in modo progressivo nei mesi successivi, \u00e8 stato accolto con una certa cautela dagli addetti ai lavori. Non mancano posizioni piuttosto critiche, tanto che per alcuni esperti marketer <strong>Google avrebbe addirittura \u201cucciso\u201d l&#8217;email marketing<\/strong>.<br \/>\nLa preoccupazione principale \u00e8 che questa nuova impostazione, che prevede una separazione netta delle email promozionali dalle email personali, porti ad una<strong> sensibile riduzione dei tassi di apertura<\/strong>, e quindi nel lungo periodo, ad un calo delle prestazioni complessive delle campagne email marketing.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 davvero cos\u00ec?<\/p>\n<p>Alcuni autorevoli operatori del settore hanno voluto effettuare delle verifiche con degli studi ad hoc.<br \/>\nAbbiamo cos\u00ec deciso di effettuare anche noi un&#8217;analisi sugli effetti causati della nuova inbox di Gmail, spinti dalla curiosit\u00e0 di vedere se i nostri risultati sarebbero stati in linea con quelli ottenuti con altri studi.<\/p>\n<p>Per l&#8217;analisi ci siamo basati sui dati archiviati da <strong>TrackReports<\/strong>.<br \/>\nTrackReports \u00e8 un <strong>servizio online di email tracking<\/strong>, utilizzato gratuitamente dagli utenti di <strong>SendBlaster<\/strong>. E&#8217; in grado di monitorare ogni azione che i destinatari dei mailing compiono quando ricevono i loro messaggi email. Ogni qual volta che i destinatari aprono una mail, o fanno click su un link contenuto in essa, Trackreports aggiorna il proprio database e crea statistiche sia testuali che sotto forma di grafici.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>METODO DI ANALISI<\/strong><br \/>\nPer la nostra analisi avremmo potuto confrontare i tassi di apertura delle email inviate nel mese di Maggio (prima dell&#8217;introduzione delle nuove tabs di Gmail) con quelle di Luglio, mese in cui l&#8217;adozione della nuova inbox si \u00e8 estesa notevolmente. In questo caso per\u00f2 il confronto non sarebbe stato attendibile a causa della<strong> stagionalit\u00e0<\/strong> di questo tipo di dati: nel corso dei mesi estivi infatti \u00e8 normale che i tassi di apertura decrescano, a prescindere da novit\u00e0 ed eventuali aggiornamenti dei servizi di posta.<\/p>\n<p>Proprio per evitare una possibile distorsione nei dati abbiamo adottato una metrica diversa, non affetta da stagionalit\u00e0: il &#8220;<strong>tasso di interazione<\/strong>&#8220;, che possiamo definire come la percentuale di azioni uniche \u2013 sia click che aperture &#8211; provenienti da uno specifico servizio di posta.<br \/>\nAbbiamo poi applicato tale metrica ad un campione di <strong>3 milioni di azioni<\/strong> registrate attraverso TrackReports nel mese di Maggio e nella seconda met\u00e0 di Luglio, escludendo tutte quelle azioni che si ripetevano (aperture e click attribuiti dagli stessi destinatari).<\/p>\n<p>Al fine di verificare l&#8217;affidabilit\u00e0 di tali dati abbiamo preso in considerazione altri <strong>campioni di controllo<\/strong> relativi a mesi precedenti. La varianza di questi campioni \u00e8 risultata essere minima (+\/- 0,6%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>RISULTATI<\/strong><\/p>\n<p>Il tasso di interazione degli account Gmail nel mese di Luglio \u00e8 stato del<strong> 9,3%<\/strong>, in calo rispetto al <strong>10,8%<\/strong> registrato nel mese di Maggio. Si tratta di una <strong>variazione in negativo dell&#8217;1,5%<\/strong> &#8211; corrispondente al 14%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-8140\" title=\"confronto tassi di interazione dai servizi email\" alt=\"confronto tassi di interazione dai servizi email\" src=\"http:\/\/blog.sendblaster.com\/wp-content\/uploads\/grafico-interazioni-servizi-email.gif\" width=\"417\" height=\"411\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tradotto in open rate, i mailing che ottenevano un tasso medio di apertura sulle caselle di Gmail del 20% ora dovrebbero registrare un <strong>open rate del 17%<\/strong>.<br \/>\nDal momento che gli account Gmail rappresentano solo il 10% circa degli account di posta, il calo dell&#8217;open rate sarebbe minimo e scenderebbe dal 20% al 19,7% sull&#8217;intera campagna.<\/p>\n<p>L&#8217;impatto del nuovo layout di Gmail sarebbe limitato anche nel caso in cui altri provider di posta come Yahoo! e Microsoft decidessero di seguire l&#8217;esempio di Google.<br \/>\nQualora tutti i principali <strong>servizi di posta elettronica<\/strong> dovessero adottare delle analoghe soluzioni, il tasso di medio apertura delle email scenderebbe solo del 3%, ovvero <strong>dal 20% al 17%<\/strong> su un&#8217;intera campagna mailing.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI<\/strong><br \/>\nLa nostra analisi ha confermato quanto \u00e8 emerso anche dall&#8217;indagine condotta nei giorni scorsi da Mailchimp, e cio\u00e8 che<strong> l&#8217;adozione della nuova inbox di Gmail ha effettivamente causato un calo sui tassi di apertura delle email, ma l&#8217;impatto complessivo \u00e8 risultato essere piuttosto limitato<\/strong>.<\/p>\n<p>Alla luce dei risultati ottenuti, gli allarmismi e le previsioni \u201ccatastrofiche\u201d sul futuro dell&#8217;email marketing non ci sembrano giustificati.<\/p>\n<p>Continueremo ad effettuare altre analisi con i dati a nostra disposizione. Vi terremo informati su eventuali novit\u00e0 ed aggiornamenti direttamente su questa pagina!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; tuttora in corso un interessante dibattito sui recenti cambiamenti che Google ha apportato all&#8217;intefaccia di Gmail. Come forse sapete, la nuova inbox di Gmail si presenta con un nuovo layout, sia nella versione desktop che mobile. 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